La mia prova con BMW i3.

Diego Parimbelli, esperto di mobilità elettrica, ha guidato per una settimana la Born Electric BMW. Ecco il suo reportage.

di Diego Parimbelli

 

“Papà, ma andremo ancora con le macchine che puzzano in futuro?”
I bambini sanno arrivare all’essenziale con facilità incredibile. Avevamo appena concluso una bella escursione fuori porta con la BMW i3, tra le montagne attorno a Bergamo.
Con me, i miei piccoli figli. Al termine della giornata, la loro domanda è scattata spontanea. È stata un’esperienza eccitante, a contatto diretto con la natura, consapevoli della nostra sostenibilità a emissioni quasi a 0 sulla vettura.

La silenziosità del motore si è rivelato il fattore più emozionante.
Procedevamo per i tornanti, in mezzo al bosco, e potevamo ascoltare ogni singolo rumore: il canto degli uccelli, le fronde degli alberi mosse dal vento.

Questa gita in montagna è stata l’ultima “tappa” di un test drive di una settimana con BMW i3.
Ho voluto concludere il test su un percorso montano impegnativo ed è qui che mi sono reso conto definitivamente della potenza di questo motore elettrico. Qualcosa di sorprendente, per chi arriva dall’endotermico. Perché il piacere di guidare elettrico è qualcosa che si comprende appieno soltanto dopo averlo provato.

Potenza, fluidità, prontezza si mescolano in una guida che diverte ed emoziona.

Un addicted dello sviluppo sostenibile.

Sono un addicted dello sviluppo ecosostenibile. Viviamo in una casa ad alta efficienza energetica con solar roof e pompe di calore. E cerco di adottare in ogni comportamento giornaliero l’opzione più sostenibile. Amo le scelte green e lo sviluppo sostenibile è il motore della mia vita. Questa passione è diventata la mia professione, lavorando con E.ON, importante multinazionale tedesca che affronta le sfide del nuovo mondo dell’energia, focalizzandosi sulle energie rinnovabili e molto attiva nella mobilità elettrica in Germania, Danimarca, Svezia, Olanda e in diversi paesi altri dell’Europa dell’Est (CEE).

Ho lavorato in un team internazionale per diversi anni, e da quest’anno, sto guidando un Innovation lab in Italia che esplora la mobilità elettrica anche nel nostro Paese e studia come svilupparla. Da una parte, analizziamo le scelte degli italiani in fatto di trasporto e l’approccio alla mobilità elettrica. Dall’altra, abbiamo preso contatti con aziende e start up attive nel settore, ma anche nel campo digitale, con l’obiettivo di creare un ecosistema e sostenere lo sviluppo di una nuova mobilità.

Mobilità elettrica: come la vedono gli italiani (e com’è davvero).

Gli italiani sono molto interessati alla mobilità elettrica, ma sono frenati da diverse problematiche, che io definisco “falsi positivi”, perché in gran parte non così determinanti.

Il primo tema è quello delle infrastrutture pubbliche, poco distribuite. In parte è vero, ma l’80% dei trasferimenti medi, di circa 35 km a tragitto, non necessita di punti di ricarica pubblici. Nel frattempo, si stanno potenziando le colonnine di ricarica, mentre nuove leggi impongono stalli di ricarica per i nuovi siti commerciali sopra i 500 mq di superficie e per gli edifici residenziali con più di 10 appartamenti.

Altro tema è il costo. Il gap con l’endotermico è ancora alto ma destinato a scendere anche in Italia, grazie a incentivi all’acquisto, già applicate in alcune province in Italia, e grazie agli incentivi dei produttori di auto come recentemente ha fatto anche BMW offrendo un bonus di 2.000 euro; a cui sommare i costi di gestione diretti, esenzione del bollo per 5 anni (dal sesto 75% riduzione, o totale come in Lombardia e Piemonte), assicurazioni rc con sensibili riduzioni, parcheggi gratuiti su strisce blu e gialle o come le ZTL sempre più spesso gratuite in diverse città, oltre ad esempio, l’accesso libero e gratuito all’Area C di Milano.

Infine, molti percepiscono il veicolo elettrico come poco “cool”. Ma non è così, e la recente esperienza con BMW i3 ne è stata prova lampante.

La mia esperienza con BMW i3.

Ho usato BMW i3 principalmente per i miei spostamenti casa-lavoro. Durante i miei viaggi ho scoperto che la tecnologia a bordo mi permette di vedere e correggere in tempo reale il mio stile di guida, aumentando la sensazione di benessere mentre il BMW ConnectedDrive permette una connessione continua.

Per la ricarica ho utilizzato la colonnina di ricarica del mio comune, attivabile gratuitamente con tessera codice fiscale e alimentata da 40Kwp di pannelli solari. In caso di emergenza avrei potuto caricare l’auto sulla classica schuko di casa, durante la notte con costi decisamente bassi. La scelta migliore è comunque quella di installare una Wallbox nel proprio box o posto auto, wallbox che tra le altre cose possono essere installare quasi senza costo perché quasi interamente sostenuto dai diversi finanziamenti provinciali/regionali.

La prima nota positiva, non inaspettata, sono stati i consumi. Dai 12 euro ogni 100 km che normalmente spendo con la vettura a motore diesel, sono passato a 3.20 euro circa ipotizzando i costi della ricarica notturna. Senza contare l’azzeramento dei costi per il parcheggio. Un abbattimento sensibile.

Ma la sorpresa più grande è stata l’esperienza di guida. Chi immagina una vettura “piantata” è fuori strada. La BMW i3 è un’auto scattante, sia in mezzo al traffico che in autostrada.
Inoltre, ho scoperto un vantaggio non indifferente. Per l’80% del tempo mi è bastato usare un solo pedale, ossia l’acceleratore. Alzando il piede, la vettura va in charge mode e rallenta automaticamente. Questo è piacevole e rilassante, e assicura un approccio molto meno stressato, anche nel traffico cittadino, una sorta di “peace of mind” salutare.

Chi non ha mai provato un’automobile elettrica BMW i3 non può capire fino in fondo quanto descritto. Bisogna testare con mano l’esperienza. Indietro non si torna. Lo hanno percepito immediatamente anche i miei due bimbi, che hanno solo avuto un anticipo del loro naturale futuro.